luci colorate

venerdì 8 aprile 2016

divinità giapponesi 4



Ebisu
La divinità giapponese che simboleggia la ricchezza del mare, patrona di tutto ciò che è collegato con la pesca,  soprattutto i pescatori. È anche dio del duro lavoro. E’ raffigurato spesso con una canna da pesca in mano con un grosso abramide di mare che penzola dal filo, o infilato sotto il braccio. A volte è anche rappresentato con in mano un ventaglio e con indosso un cappello a due punte. In una nazione che ama il pesce, Ebisu è una delle divinità  della fortuna più popolari, ed è anche l’unica dei queste divinità ad essere originata in Giappone. Oggigiorno non rappresenta solo la navigazione sicura e la pesca, ma anche la prosperità per ogni tipo di mercante. Talvolta lo si dice figlio di Daikoku, che simboleggia la ricchezza della terra. Ebisu era venerato nella zona costiera presso Osaka (dove si trovava un suo tempio) ed era raffigurato con un pesce e una canna da pesca. È uno dei sette Shichi Fukujin, gli dei della fortuna. Qualsiasi cosa si rinvenga sulla spiaggia può essere Ebisu, anche un cadavere od un fantasma. 

Ekibiogami
Dio giapponese di tutte le malattie contagiose che causavano epidemie, come ad esempio la peste.

Emma-o
Il dio giapponese buddista dell’oltretomba (dal sanscrito Yama). Vive sotto terra, nella Sorgente Gialla, in un gigantesco castello tutto ricoperto d’oro e d’argento, di perle rosa e di altre gemme. È il giudice dei morti, si annota i peccati di coloro che sono stati condannati al purgatorio e decide il grado del loro castigo secondo la legge di Buddha. Chi ha ucciso un innocente sarà gettato in un calderone pieno di metallo fuso. Però, se ha compiuto un pellegrinaggio verso ciascuno dei trentatré templi della dea della clemenza Kannon, tutto il male che ha fatto scomparirà. Talvolta viene descritto come meno spietato e restituisce la vita a coloro che compaiono davanti a lui. L’ultimo giorno della festa della morte, il mare è pieno di “shoryobuni” (“navi dell’anima”), poiché in questo giorno l’alta marea porta un flusso di spettri che fanno ritorno al loro mondo di spiriti. Il mare è luminescente per la luce emessa da queste anime e si possono udire i loro sospiri. Mentre gli spettri si stanno imbarcando, nessuna nave umana può avvicinarsi. Se qualcuno vaga per quel mare coperto di anime, gli spettri gli chiederanno dei secchi. I marinai dovranno offrire loro soltanto secchi senza fondo, altrimenti gli spettri coleranno a picco la loro nave. Attualmente, Emma-o è usato come spauracchio per far paura ai bambini.

Fudo
Il più popolare dei Myoo (“grandi re”) e dio del fuoco e della saggezza. È il quinto guardiano dei cieli ed è protettore dell’astrologia. Viene invocato quando si intraprendono imprese difficili, nonché in tempo di guerra, di epidemie e di catastrofi. Fudo protegge contro le calamità, i gravi pericoli, il fuoco e i furti. Abita in un tempio sulla cima del Monte Okiyama, circondato dal fuoco. A nessuno è consentito di vederlo quando si trova nel suo santuario, pena la cecità. Il suo sacerdote Yenoki, continuò a vivere, dopo la morte, in un albero, vigilando sulla condotta morale della gente del posto. Fudo è raffigurato come un brutto vecchio circondato dalle fiamme, con una spada nella mano destra e una corda per legare i demoni nella mano sinistra. Narra una leggenda che presso la cascata nei dintorni del tempio di Fudo a Ohara, nella provincia di Awa. una ragazza di nome O Ai San lo pregò nella speranza che guarisse suo padre rimasto cieco. Stette per cento giorni, nuda, pregando, sotto la cascata, e quando tornò a casa dopo questo periodo, trovò il padre guarito.

Fudo Myoo
Il guardiano della saggezza, lo Spirito Imperturbabile. Nella cosmologia giapponese incarna la virtù della perseveranza.

Fujin
Dio giapponese del vento dei più anziani dei shintoisti. Era presente durante la creazione del mondo e quando per la prima volta fece uscire i venti dal suo sacco, essi spazzarono via le brume del mattino e riempirono lo spazio fra il cielo e la terra, così che il sole brillò. Viene raffigurato come un terribile demone oscuro con indosso una pelle di leopardo, che porta sulle spalle un grande sacco pieno di venti. 
 
Fuku-Nyorai
Nella cosmologia giapponese è l’elemento dell’aria, che esprime la scienza della realizzazione.

Fukurokuju
Il dio giapponese scintoista della sapienza, della fortuna e della longevità. È uno dei sette dèi della fortuna (gli Shichi Fujukin). È rappresentato con una fronte altissima (quasi uguale alla lunghezza del suo corpo), in compagnia di una tartaruga e di una gru, simboli della longevità: un proverbio giapponese dice: La gru vive mille anni, la tartaruga diecimila. Porta con sé una pergamena, sulla quale si narra sia scritta tutta la conoscenza del mondo, o un potente incantesimo.

Funadama
Uno Spirito Barca. Divinità femminile che protegge e aiuta i marinai e i pescatori. Funadama è rappresentata per mezzo di simboli quali una chioma femminile, dadi, denaro e i cinque chicchi inseriti nell’albero di una nave. Il 15 agosto, allo Hodosan jinja, Saitama, si tiene il Funadama matsuri (“festa delle navi”). Questa festa risale al periodo Tokugawa, quando i viaggiatori trasportati sulle zattere da Chichibu a Eda pregavano per un sicuro attraversamento del fiume Arakawa.

Futsu-Nushi-No-Kami
Il dio  giapponese del fuoco e dei fulmini. Divenne in seguito un dio della guerra e un denerale di Amaterasu. Aiutò a preparare il dominio di Nonii sulla terra.

Divinità giapponesi 3



Bishamonten

Dio giapponese al quale sono attribuite molte funzioni, ma che è conosciuto principalmente come dio della guerra, dispensatore di salute e protettore di coloro che venerano il “Loto della Giusta Legge”. Fu invocato con successo dal Principe Shotoku, nel 587, durante la campagna contro le famiglie giapponesi anti-buddiste. Protegge contro i demoni e le malattie, ed è uno degli Shitenno, guardiano di uno dei quattro punti cardinali (il Nord): Colui che sa tutto, Colui che sente tutto all'interno del reame, Colui che sta sempre ascoltando, completamente versato negli insegnamenti del Buddha.
Bishamon è anche uno degli Shichi Fukujin. Nell’iconografia ha l’aspetto di un re potente con indosso una completa armatura, con una lancia in una mano e una pagoda nell’altra. Questa pagoda simboleggia la divina casa dei tesori. Egli è sia un protettore che un dispensatore di questi tesori: difatti li divide solo con coloro che “sono degni”.

Bosatsu
 
La forma giapponese del sanscrito bodhisatva, una manifestazione del Buddha nel passato, nel presente o nel futuro. Anziché entrare nel nirvana, fuggendo così il peso dell’esistenza individuale, un bodhisatva ha deciso di rimanere sulla terra per fare del bene all’umanità.

Byakko
Uno degli Shishin, guardiano dell’Ovest.
La Tigre è associata all’autunno, al bianco, al metallo, all’elemento del vento e alla virtù della rettitudine. Quando un pezzo di metallo durante un funerale è messo sulla tomba viene fatta una connessione con il dio, che combatteva gli spiriti malvagi che minacciavano la tomba. Una tigre di giada bianca veniva utilizzata nell’adorazione della divinità.

Carpa

Simbolo della gioventù, dell’audacia, della perseveranza, della forza e dell’autodifesa in Giappone e Corea. Secondo la mitologia giapponese nel Lago Biwa (è il più esteso del Giappone, nell’Honshu centro occidentale, vicino a Kyoto, e riveste un ruolo importante nella storia e nelle leggende giapponesi) vive una grande carpa, lunga tre metri, che divora la gente che affoga nel lago. Il 5 maggio si celebra la Festa dei Ragazzi. In questa festa la carpa è la principale decorazione e viene appesa agli alberi e alle pareti.

Centipede
 
Terrificante mostro mangiatore di uomini grande come una montagna. Viveva nei monti del Giappone nei pressi del Lago Biwa (comincio a pensare che ‘sto lago sia un posto da evitare NdA). Il re drago di quel lago chiese al famoso eroe Hidesato di ucciderlo per lui. L’eroe lo  uccise con una freccia bagnata nella sua stessa saliva trafiggendone il cervello.. Il re drago ricompensò Hidesato donandogli un sacchetto di riso che non si sarebbe mai svuotato e avrebbe nutrito la sua famiglia per secoli.

Chimata-no- Kami
 
Dio giapponese dei crocevia, delle strade maestre e dei sentieri. In origine era un dio fallico, per cui spesso agli incroci era collocato un simbolo fallico.

Chujo Hime
Una monaca giapponese, che si credeva fosse l’incarnazione della dea Kannon. Inventò l’arte del ricamo e si pensa che abbia aiutato gli dei a fare il famoso ricamo del Filo di Loto, raffigurante i fiori del paradiso, custodito nel tempio di Toema Dera.

Chup-Kamui
 
Dea del sole dei popoli Ainu. In origine era la dea della luna, ma era una fanciulla timida e dopo una notte in cielo a osservare tutti i comportamenti peccaminosi sotto di lei, pregò il dio del sole di scambiare il posto con lei; questi accettò.

Daikoku
 
Dio giapponese della salute, protettore del suolo e patrono degli agricoltori. È uno degli Shichi Fukujin. Detto il Grande Nero, esaudisce i desideri dei mortali. Viene raffigurato come un uomo grasso e prospero, seduto su due sacchi di riso e con un sacco di gioielli sulle spalle. Sul petto ha un disco solare d’oro e nella mano tiene un mazzuolo magico, simile alla cornucopia greca: questo corno dell’abbondanza può infatti produrre   qualsiasi cosa quando è colpito. Alcuni dicono che quando il dio scuote il mazzuolo magico, da esso escono delle monete. Altri dicono che i credenti vedranno i propri desideri avverati se picchiano un mazzuolo simbolico a terra per tre volte e poi li esprimono. E’ spesso raffigurato con Ebisu, e di dice che i due siano padre e figlio. Daikoku è anche protettore della cucina e dispensatore di cibo. E’ spesso associato all’animale del topo, il quale è raffigurato con la testolina che fa capolino dai sacchi di riso o mentre gioca con il mazzuolo magico.  

Donna della montagna
Demone femminile giapponese che vive nei boschi. Vola come un insetto ma è più grande e più forte di un uomo. Si crede che sia in grado di sollevare un viaggiatore incauto e divorarlo. 

Dosojin
Termine che si riferisce alle divinità Shinto delle strade e delle frontiere. Sono chiamati anche Sai no Kami o Dorokujin in alcune aree. Queste divinità dimorano nelle pietre di segnalazione trovate ai confini dei paesi, nei passi montani, e nelle vicinanze delle cittadine. Nelle arre urbane sono spesso create delle pietre dosojin che vengono poi sistemate agli incroci e vicino ai ponti, per proteggere i pedoni. Essendo i protettori dei confini dei villaggi, i Dosojin tengono fuori gli spiriti maligni e le catastrofi, e proteggono il villaggio da influenze negative provenienti dall’esterno.Queste pietre di segnalazione possono avere soltanto delle iscrizioni ma più spesso raffigurano forme umane, frequentemente quelle di un uomo e una donna, la manifestazione definitiva del matrimonio e della fertilità. In alcune località i Dosojin sono venerati come kami della nascita senza complicazioni.

Dozoku Shin
E’ il kami ancestrale di un dozoku, un gruppo di parentela. Il gruppo comprende le famiglie collaterali (bunke) di una famiglia principale (honke). L’adorazione del dozoku shin è perpetrata dalla casata principale. 

Divinità giapponesi 2



Anshitsu

Eremo giapponese per solitari monaci buddisti. Il viandante solitario deve essere circospetto nel chiedervi rifugio per la notte, poiché può accadere che l’oscura figura che gli apre la porta sia lo spirito del monaco che un tempo viveva lì.

Ashuku-Nyorai
 
L’elemento Terra nella cosmologia giapponese. L’espressione indica il potere di rendere manifeste le immagini. Viene chiamato anche “Il Buddha Irremovibile”. Ha la mano sinistra chiusa in uno stretto pugno, che esprime la forza e la feremeza del vero Bodhicitta. La mano destra scende vicino il ginocchio e le dita premono sulla terra. Ciò esprime la capacità di abbandonare le corruzioni della mente.

Assemblea degli Dèi
 
Nella mitologia giapponese, ogni anno gli dèi si riuniscono nel sacro tempio di Izumo e tengono assemblea al fine di predestinare gli affari amorosi delle persone. Qui si decide chi amerà chi e l’amore di chi sarà ricambiato 

Awabi
 
Demoni marini giapponesi che vivono nei dintorni di Nanao. Divorano i pescatori che affogano e custodiscono una grande conchiglia che contiene luminosi gioielli. Effettivamente è chiamato Awabi anche un mollusco (Haliotis Gigantea) tropicale, pescato il Giappone tradizionalmente da donne (le pescatrici di Awabi), che produce perle barocche dello stesso colore della madreperla, denominate perle abalone oppure perle di Haliotis

Bakemono
 
Spiriti in possesso di poteri malvagi. Il termine comprende vari spiriti, quali kappa, mononoke (spiriti maligni), oni, tengu e yamanba o yamaubu (una strega delle montagne).  Il termine"bake" ha il significato di "qualcosa che si trasforma, che diventa altro, che prende una diversa forma” Un bakemono, altra parola per “cosa che si trasforma” equivalente a “o-bake”, può nascondersi in un ombrello o in una lanterna, ovvero in oggetti comuni di tutti i giorni. E proprio così può venire rappresentato dai bambini nei loro disegni, un ombrello che cammina in una strada di campagna con una faccia che ride oppure come una “chochin obake”, una lanterna che pende dal soffitto al cui interno la candela sembra, a guardare bene, nascondere un ghigno beffardo. Nessuno può dire quando la trasformazione dei comuni oggetti familiari avrà luogo e se sarà benevola o meno. E proprio questa la caratteristica che li rende potenzialmente pericolosi.
Tra gli elementi che più ricordano la trasformazione c’è il fuoco ed è proprio al fuoco che molti “o-bake” sono collegati, con la sua doppia valenza positiva quando riscalda dal freddo o cuoce i cibi e negativa quando distrugge il raccolto o le abitazioni.

 Baku                  
 
Spirito benevolo giapponese, chiamato “il mangiatore di sogni”. Si dice che i brutti sogni siano causati da spiriti maligni. Quando una persona si sveglia da un incubo, può invocare Baku dicendo: “Baku, mangia i miei sogni”. A questo punto, Baku può essere indotto a trasformare un brutto sogno in buona ventura, mangiando il male. Essendo il Baku uno spirito amico, quindi, i genitori rassicuravano i loro figli della sua presenza per farli dormire serenamente
Alcune leggende lo raffigurano con la testa di leone, il corpo di cavallo, le zampe di tigre e la coda di una mucca. Nel periodo Edo, il Baku divenne una divinità raffigurata su vari dipinti e talismani dell'epoca, perchè si pensava che proteggesse dalla sfortuna e dalle malattie.

Benzaiten (Benten)
Dea giapponese dell’amore, dell’eloquenza, della saggezza, delle arti, della musica, della conoscenza, della buona sorte e dell’acqua. È la protettrice delle geishe, dei danzatori e dei musicisti. In origine era una dea del mare o una dea dell’acqua e sulla cui immagine si basavano le figure di molte dee locali in prossimità dei laghi. In seguito divenne dea della ricchezza e fu associata agli Shichi Fukujin. Benten è raffigurata spesso come una bella donna, che cavalca un drago suonando un biwa (il mandolino giapponese). Ha otto braccia e nelle sue mani tiene una spada, un monile, un arco, una freccia, una ruota e una chiave. Le due mani restanti sono congiunte in atteggiamento di preghiera: ciò viene spesso collegato al fatto che, quando un drago mangiò molti bambini, la dea scese sulla terra per fermare la sua opera crudele. Si dice infatti che Benzaiten abbia fermato il comportamento malvagio del mostro causando un grosso terremoto. Si nascose nelle nuvole sopra la caverna in cui il drago malvagio aveva rifugio, poi scese dalle nuvole, entrò nella caverna, sposò il drago marino e con la sua buona influenza fu capace di porre fine al massacro dei bambini. Quando scese dalle nuvole, l’isola di Enoshima sorse appositamente per ricevere i suoi passi.  Durante i giorni dedicati al serpente in Giappone si possono trovare moltissimi templi della dea che offrono disegni votivi raffiguranti un serpente. Si dice anche che mettere un serpente nella borsa (o nel portafoglio) porterà salute e prosperità. Nell’arte Benzaiten è spesso dipinta circondata da serpenti bianchi o incoronata con un serpente bianco. Altre volte è rappresentata il un drago marino, o accompagnata da un enorme serpente bianco dalla testa umana chiamato Hakuja (serpente bianco, conosciuto anche come Ugajiin) che è considerato il suo compagno. Ancor oggi, nonostante molti dei miti riguardanti Benzaiten sono stati dimenticati, i Giapponesi credono che vedere un serpente porti gran fortuna.

 Bimbogami

Dio giapponese della povertà, e compagno delle famiglie, che cercano in tutti i modi di liberarsi di lui. Per farlo si eseguono rituali particolari. Il maestro dei rituali è Tessen Sakurai, che stabilì un piccolo tempio su una collina di un villaggio rurale a 200 km da Tokyo. Durante le vacanze di capodanno molte famiglie passano al tempio maledicendo la propria povertà e cercando di sbarazzarsi di Bimbogami.“Tu sei nato con il dio della povertà ed egli vive nel tuo debole cuore…” dice Sakurai, tendendo un bastone rosso a coloro che vengono per pregare.
Inoltre ci sono rituali per buttare fuori di casa il malvoluto dio: in un vecchio hifukidake (un tubo di bambù usato per cucinare)  si mette una piccola moneta di rame, poi viene recitata una formula, e alla fine il vecchio utensile viene buttato o dalla finestra o dalla porta principale, in strada., o buttata in un fiume nelle vicinanze. Ciò è considerato equivalente a buttar fuori di casa Bimbogami. Questo dio è stato menzionato per la prima volta nel periodo Edo, quando molta della popolazione urbana soffriva di una tremenda povertà. In giapponese i più poveri si chiamano ancora “bimbogami”.

 Bimbomushi
 
Il termine giapponese che indica l’insetto “xestobium rufovillosum” (“orologio della morte”… Uno scarabeo.) e significa letteralmente “insetto della povertà”. E’il servo di Bimbogami, per cui si crede che il suo picchiettare sul legno sia presagio di povertà: quindi se si hanno Bimbomushi in casa è d’uopo fare il rituale della moneta (vedi Bimbogami) come precauzione: in questo modo la povertà non arriverà.

 Binzuru Sonja

Dio delle cure e della buona vista. Visto che non è in grado di far cessare le proprie sofferenze aiuta gli altri a farlo.

Divinità giapponesi 1



Aizen-Myoo

Divinità giapponese dell’amore, adorata dalle prostitute, dai signori feudali, da cantanti e musicisti. Nonostante il suo aspetto feroce (aveva un terzo occhio verticale in mezzo ai due normali, una testa di leone tra i capelli, sei braccia e il volto corrucciato) era considerata come un benefattore della razza umana: Le si attribuiva il potere di calmare le passioni e di stimolare sentimenti di benevolenza e di pietà. Originariamente rappresentava l’amore che cambiava in illuminante desiderio.

 Ajari Joan
 Sacerdote giapponese del monte Hakkotsu-San (Montagna Scheletrica, o Il monte dello scheletro). Un giorno si innamorò di una fanciulla, un peccato per i sacerdoti buddisti. Divenne allora un Akuma, un demone, e distrusse il suo stesso tempio. Quando fu vecchio riacquistò la ragione e si sedette a pregare. Continuò a borbottare preghiere anche dopo la sua morte, diventando uno scheletro che prega.

 Aji-Shiki
 
Giovane dio giapponese , abbatté la tomba del suo defunto amico. L’edificio cadde dal cielo fin sulla terra, e qui diventò il Monte Moyama

Aji-Suki-Taka-Hi-Kone
 
Uno dei tantissimi dei giapponesi del tuono. Nacque nel rumore e quando crebbe diventò ancora più rumoroso. Per farlo tacere, gli dèi lo presero in braccio e lo mandarono su e giù per una scala: questo spiega il motivo per cui il rumore del tuono si avvicina e poi si allontana.

 Amaterasu
 
Divinità dello shintoismo, governatrice del Piano del Paradiso, il cui nome  significa “la grande dea che illumina il cielo”, o “Colei che brilla nel paradiso”. E’ la figura centrale del pantheon giapponese, e la famiglia imperiale sostiene di discendere da lei. E’ la figlia più vecchia di Izanagi. Era così luminosa e brillante che i suoi genitori la mandarono dal Celestial Ladder su in paradiso, ove governa da allora. Quando suo fratello, il dio delle tempeste Susanowo, prese a devastare la Terra i due si posero alle due estremità della Via Lattea insultandosi a vicenda. Da questo litigio nacquero altre divinità che causarono ulteriori liti.  Poi, stanca del fratello, Amaterasu  si ritirò in una caverna perché lui era troppo rumoroso, portandosi via il sole e chiuse la caverna con un grosso masso. La sua sparizione privò  la Terra della luce e della vita. I demoni governavano la terra. Le altre divinità le offrirono uno specchio, una collana e delle stoffe per calmarla, ma Amaterasu insistette a restare nella grotta insieme al sole. Infine Uzume, la dea del riso, riuscì a farla uscire: prese a ballare una danza allegra e lasciva davanti alla porta, e le risate delle altre divinità risvegliarono la curiosità di Amaterasu. Quando uscì dalla caverna ne sfuggì un raggio di luce (quella che viene chiamata alba). La dea vide il proprio riflesso in uno specchio che Uzume aveva appeso su un albero vicino. Quando si avvicinò per dare un’occhiata, gli dei la afferrarono e la tirarono fuori dalla grotta. Così lei tornò al cielo, portando la vita di nuovo nel mondo. Più tardi creò i campi di riso, chiamti “inada”, e insegnò alla gente a navigare e a coltivare i bachi da seta.
Susano-o fu esiliato a Izumo, dove sposò una vergine che aveva salvato da un drago a cui doveva essere sacrificata. I loro discendenti regnarono sul Giappone finché i discendenti di Amaterasu non li sottomisero.
A Ise (isola di Honshu) si trova un santuario a lei dedicato, in cui si conserva il sacro specchio, simbolo solare (rappresenta il corpo della dea), che Amaterasu diede al nipote Ninigi, insieme alla sciabola e ai gioielli, conferendogli il mandato di governare il Giappone.
Una curiosità: nel cartone animato “Pollon”, dove, per chi non lo sapesse, i Giapponesi hanno rivisitato le leggende greche, c’era una puntata simile, evidentemente ispirata a questa leggenda, in cui Apollo si nasconde in una grotta portandosi via il sole, e Bacco lo fa uscire ballando… Non è bello vedere come una leggenda può adattarsi benissimo anche a una mitologia completamente diversa?

 Amatsu Kami
Dèi giapponesi del cielo. Sono i kami celesti e sono eterni. Gli Amutsu-Kami vivono “al di sopra”, e sono opposti agli Kunitsu-Kami, i kami della terra.

Amatsu Mikaboshi

Dio giapponese del male. Il suo nome significa “Venerabile Stella del Cielo”.

Amida
 
Amida è in Buddha che avrebbe fatto un voto in quarantotto punti, il diciottesimo dei quali sarebbe costituito da questa complessa formula: "se ottengo di diventare Budda, vi rinuncerò se coloro che credono in me e chiedono di entrare nel paese puro (cioè nel luogo dove si è usciti per sempre dalle trasmigrazioni) non saranno esauditi". Amida dunque si fa garante, sotto pena di perdere i propri privilegi di Budda, della certezza che coloro che chiederanno con ardente preghiera di sfuggire al ciclo delle nascite, verranno esauditi.
E’quindi  il dio a cui i Giapponesi guardano al momento della morte. Simbolo dell’amore universale, gli si attribuisce la custodia e la difesa delle anime umane contro le tentazioni. Per questi suoi attributi, dunque, ai fedeli che vogliono ottenere la salvezza è sufficiente un atteggiamento di semplice devozione, anche soltanto ripetendo con fiducia il suo nome.È il “signore del Paradiso Occidentale” (dove risiedono i Beati), viaggia su una coppia di pavoni e la sua arma è il loto. Il regno di Amida ha fiori di loto traboccanti di ambrosia che sbocciano su campi con alberi traboccanti di gioielli, tra i rami dei quali cantano uccelli meravigliosi mentre dal cielo suonano melodiose campane. Sopra ciò vi è Buddha con i suoi angeli che lanciano petali al vento.